Prestiti per dipendenti

Prestiti personali e cessione del quinto

Cessione del quinto dipendenti pubblici: info e calcolo rate

prestiti personali dipendenti pubblici

I prestiti personali con cessione del quinto per dipendenti pubblici differiscono dai prestiti finalizzati in tutto e per tutto, sia per quanto riguarda le modalità di richiesta che per quanto riguarda il disbrigo vero e proprio della pratica ed il rilascio dei fondi richiesti.

Si tratta, infatti, di prestiti versatili e spesso molto convenienti, che permettono al richiedente di ricevere il denaro entro pochi giorni dalla richiesta e di poterlo spendere, soprattutto, nel modo o nei modi che preferisce senza dover giustificare le proprie spese.

I prestiti finalizzati prevedono invece che, approvata la richiesta, i soldi vengano versati soltanto al momento dell’acquisto del bene o del servizio richiesto, che sia ovviamente dimostrabile tramite fattura o scontrino fiscale.

Prestiti per dipendenti pubblici con cessione del quinto

Per richiedere un prestito personale bisogna avere alcuni requisiti minimi: un’età compresa tra i 18 ed i 70 anni (in alcuni casi molto particolari il limite massimo è prorogabile, a discrezione della banca stessa), bisogna esibire una busta paga o una dichiarazione dei redditi aggiornata e non bisogna avere in corso insoluti o essere iscritti alle così dette liste nere dei creditori, liste nelle quali si entra a far parte di diritto nel momento in cui si ritarda per più volte il pagamento di una o più rate di un prestito o un finanziamento, anche di importo minimo.

La durata del prestito e l’importo delle rate è a discrezione del cliente, ma ha ovviamente dei limiti imposti dalla garanzia richiesta dalla banca stessa.

Come richiedere un prestito Inps

Richiedere un prestito Inps è semplicissimo, basta infatti fare richiesta direttamente all’amministrazione presso la quale si lavora, che inoltrerà la pratica all’Inps o alla banca convenzionata con l’istituto. Da quel momento si inizieranno a pagare le rate sullo stipendio, che naturalmente risulterà un po più leggero del solito perché a esso va tolto il 20% del netto, ovvero un quinto di quanto guadagnato.

Se si è in pensione basta recarsi all’ufficio Inps di appartenenza e fare richiesta della cessione del quinto sulla pensione.

In entrambi i casi si tratta di procedure semplici e convenienti. Le rate possono essere al massimo 48, e l’importo deve essere in proporzione con lo stipendio guadagnato, o con la pensione, e deve rientrare nel rapporto tra la cessione del quinto e le 48 rate.

Prestiti personali dipendenti pubblici: calcolo rate

Nel valutare l’importo delle rate, bisogna tenere in conto non soltanto il reddito del richiedente ma anche le spese minime per il mantenimento dei beni primari e, ovviamente, tutto l’aggravarsi del reddito mensile dato da eventuali tasse, bollette e assicurazioni a cui far fronte, inclusi altri (ove esistenti) prestiti in corso.

I soldi vengono rilasciati direttamente sul conto corrente del richiedente ed il loro utilizzo è a sua completa discrezione, sia nelle modalità che nelle tempistiche. I dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato possono richiedere inoltre il pratico pagamento delle rate tramite “cessione del quinto”.

La cessione del quinto è una modalità pratica e conveniente, che consente al richiedente di richiedere cifre maggiori rispetto a quelle richiedibili attraverso un normale prestito personale (il cui tetto massimo è all’incirca di 30.000€) e che consente la trattenuta diretta dell’importo delle rate.

La modalità è pratica perché fa sì che non si corra il rischio di insoluti ed è sicura perché, così come dice il nome stesso, l’importo massimo della rata non può superare 1/5 dell’intero importo dello stipendio. Una modalità sicura, che può far risparmiare sulle tassazioni, che piace agli istituti di credito perché offre maggiori garanzie ed in voga ormai praticamente ovunque, soprattutto tra chi necessita di importi elevati.

Inps cessione del quinto: i tassi

L’Inps è in grado di offrire prestiti a tassi agevolati per tutti coloro che sono in grado di garantire la restituzione del denaro tramite una cessione del quinto sullo stipendio o sulla pensione. L’accesso è quindi riservato ai pensionati e ai dipendenti pubblici, ovvero da tutti coloro che rientrano nel giro dei pagamenti statali.

I tassi sono più convenienti di quelli presenti sul mercato perché vengono erogati direttamente dall’Inps tramite un fondo appositamente creato o in virtù di convenzioni che l’ente previdenziale ha sottoscritto con alcuni Istituti di Credito.

I Tassi variano in base all’importo chiesto in prestito o all’età del pensionato. Mediamente per importi inferiori ai 5 mila euro si parla di un tasso dell’11,91%, che scende al 10,54% per gli importi maggiori a 5 mila euro.

Per i pensionati come spiegato prima conta l’età, e per questo l’Inps offre prestiti con interesse medio dell’8,90% per prestiti fino a 5 mila euro quando l’età del pensionato non supera i 59 anni alla fine del rimborso, mentre diventa dell’8,41% alle stesse condizioni di età se supera la soglia dei 5 mila.

Se l’età del pensionato è tra i 60 e i 69 anni il tasso è del 10,50%, per richieste fino a 5.000€, e tasso medio al 10,01%, per richieste superiori ai 5.000€.

Perché chiedere la cessione del quinto dipendenti pubblici?

I lavoratori che hanno un contratto con la pubblica amministrazione o comunque che lavorano per lo stato possono chiedere la cessione del quinto dipendenti pubblici.

Oltre ad essere una modalità di finanziamento molto semplice da ottenere, questa forma di prestito prevede anche altri vantaggi che meritano di essere sottolineati. I dipendenti pubblici possono rivolgersi direttamente all’Inps – i prestiti sono anche definiti ex Inpdap – oppure possono chiedere il prestito ad una delle diverse società di credito che hanno deciso di collaborare con l’Inps o di mettere a disposizione dei finanziamenti per i dipendenti.

Nella maggior parte dei casi viene chiesto al dipendente di avere un contratto a tempo indeterminato, con il quale poter accedere al finanziamento anche di cifre di denaro elevate. Ci sono però dei prestiti aperti anche ai dipendenti con contratti a tempo determinato – devono essere rispettate alcune condizioni specifiche, variabili a seconda della società di credito – e che generalmente consentono di ottenere cifre più basse.

Abbiamo anticipato prima che il richiedente non deve essere stato inserito nella lista dei protestati. In realtà in alcuni casi possono accedere al finanziamento anche coloro che sono stati inseriti nella categoria dei cattivi pagatori.

Per chi ha altri prestiti in corso, a seconda delle situazioni sarà possibile o meno ricevere un finanziamento aggiuntivo ed eventualmente accorpare tutti i finanziamenti, per la restituzione del denaro con una sola rata, che sia anche più semplice da gestire.

Come scegliere la cessione del quinto migliore

Si è capito che esistono diverse possibilità di finanziamento per i dipendenti basati sulla cessione del quinto. Si tratta dunque di capire ora come fare per scegliere la soluzione migliore, ovvero quella che a parità di cifra ottenuta in prestito consenta di sostenere dei costi minori.

Per calcolare il costo del finanziamento bisogna prendere in considerazione innanzitutto il TAN, ovvero il tasso di interesse che viene imposto su base annuale. Questo è il primo costo da considerare, ma va saputo che non si tratta dell’unico.

Per avere un’idea più precisa del costo finale del prestito bisogna infatti conoscere il TAEG, che va ad indicare la percentuale da applicare al capitale prestato e che tiene conto non solo dell’interesse annuale, ma anche dei costi accessori.

Il consiglio che diamo ai dipendenti pubblici che sono alla ricerca di un finanziamento è di non farsi ingannare dal TAN basso, perché da solo non basta: anche il TAEG deve essere basso, altrimenti significa che l’operazione finanziaria sarà dispendiosa e che la cifra da restituire sarà molto più alta rispetto al capitale finanziato dalla società di credito.

E’ utile anche valutare la presenza di eventuali costi accessori, la possibilità o meno di estinguere il prestito in anticipo – ed i costi richiesti per farlo – e la possibilità di saltare la rata. Solitamente nella cessione del quinto la rata resta fissa per tutto il prestito, differentemente da quanto avviene nei prestiti personali senza cessione del quinto dello stipendio, che mettono a disposizione l’opzione cambio rata per modificare l’importo mensile da restituire alla banca.

Consigliamo infine di sfruttare la possibilità di fare dei preventivi online gratuiti e di confrontare le diverse soluzioni di finanziamento. Attualmente sono tantissime le opportunità di prestito per chi ha un lavoro come dipendente pubblico, dunque non bisogna accontentarsi subito, ma bisogna andare alla ricerca delle condizioni più convenienti!

 

Updated: novembre 14, 2019 — 1:28 pm

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